{"id":11125,"date":"2023-03-08T13:59:26","date_gmt":"2023-03-08T13:59:26","guid":{"rendered":"http:\/\/bure3iqeqde7ynpluyuubochndt33wwsbkmo7kgf32bmli4zigjwvzid.onion\/?p=11125"},"modified":"2025-04-02T14:00:55","modified_gmt":"2025-04-02T14:00:55","slug":"de-quirra-a-bure-lottiamo-contro-il-nucleare-e-il-militare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bureburebure.info\/it\/de-quirra-a-bure-lottiamo-contro-il-nucleare-e-il-militare\/","title":{"rendered":"De Quirra \u00e0 Bure, lottiamo contro il nucleare e il militare!"},"content":{"rendered":"<h2 lang=\"it-IT\" style=\"text-align: center;\">Comunicato <b><\/b>sull&#8217;incontro tenutosi al Arkiviu Bibrioteka T. Serra di Guasila (Sardegna) il 25 febbraio 2023<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/bureburebure.info\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/INIZIATIVA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-10652 img-fluid \" src=\"https:\/\/bureburebure.info\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/INIZIATIVA.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/bureburebure.info\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/INIZIATIVA.jpg 1050w, https:\/\/bureburebure.info\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/INIZIATIVA-768x1086.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sabato 25 febbraio scorso si \u00e8 tenuto un <a href=\"https:\/\/bureburebure.info\/it\/iniziativa-in-arkiviu-bibrioteka\/\">incontro presso l&#8217;Arkiviu Bibrioteka T. Serra (Guasila &#8211; Sardegna)<\/a> con attivistx contro un progetto di interramento di scorie nucleari in Francia (a Bure, Meuse), con attivistx contro un poligono militare in Sardegna (nel Salto di Quirra) e contro progetti di energia industriale nel territorio (parchi eolici e solari).<\/p>\n<p>In un contesto di aumento della produzione di energia e della sua diversificazione trasformazione, in cui l&#8217;Unione Europea (spinta anche dal governo francese) firma accordi volti ad incoraggiare il finanziamento dell&#8217;industria nucleare e del gas (la cos\u00ec chiamata &#8220;tassonomia verde&#8221;), e di conseguenza i parchi industriali eolici e solari si moltiplicano in Sardegna e altrove; laddove il governo italiano discute nuovamente il progetto di stoccaggio delle sue scorie, abbiamo trovato importante incontrarci e scambiare le nostre esperienze di lotta. Le direttive-strategie energetiche degli Stati non sono specifiche per il loro Paese: sono internazionali ed hanno delle conseguenze su molteplici territori, dall&#8217;estrazione delle materie prime alla gestione dei loro rifiuti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui una lotta sociale e specifica non pu\u00f2 non avere una visione globale della realt\u00e0 di cui fa parte ci\u00f2 che combatte. Per esempio, capire le sfide mirate a fermare l&#8217;estrazione dell&#8217;uranio in Kazakistan quando combattiamo per la chiusura di una centrale elettrica in Francia, o capire le sfide della guerra in Palestina quando combattiamo per la chiusura di una fabbrica di armamenti in Italia, ecc., \u00e8 operazione ineludibile imposta da una strategia globale e ci invita a rafforzare i nostri legami con altre lotte, per arricchire i nostri pensieri e le nostre pratiche, ottenendo cos\u00ec degli impatti positivi sul piano internazionale<\/p>\n<p>L&#8217;energia \u00e8 il carburante del capitalismo, del centralismo statale, dell&#8217;imperialismo delle grandi potenze. Basta immaginare (e osservare) cosa succede quando un esercito di carri armati non ha pi\u00f9 carburante disponibile, o quando le banche non hanno pi\u00f9 accesso alle loro piattaforme informatiche indispensabili per il funzionamento dei computer. Attaccare l&#8217;energia \u00e8 fermare la produzione che ci sommerge, ci distrugge, ci controlla.<\/p>\n<p>Questo sabato 25 febbraio ci siamo incontratx a Guasila per continuare la socializzazione delle nostre esperienze di lotta e crescere cos\u00ec anche apprendendo i fallimenti e le scoperte di altri\/e, altre generazioni, altri territori, altre pratiche di lotta. Per costruire storie che si vivono e che si raccontano per essere vissute altrimenti, sempre legate a una realt\u00e0 concreta presente nella lotta.<\/p>\n<p>Da Quirra a Bure, continuiamo ad incontrarci, a rafforzarci e a sostenerci a vicenda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"entry-title\" style=\"text-align: center;\">Prosegue il dibattito: il 1\u00b0 aprile a Guasila \u2013 allo Arkiviu\u00a0bibrioteka<\/h2>\n<p>Publicato su <a href=\"https:\/\/anarkiviu.wordpress.com\/2023\/03\/08\/iniziativa-1-aprile-allo-arkiviu-bibrioteka-t-serra-guasila\/\">Anarkiviu<\/a> , 8 marzo 2023<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/bureburebure.info\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/locandina-1-aprile.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-11127 img-fluid \" src=\"https:\/\/bureburebure.info\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/locandina-1-aprile.webp\" alt=\"\" width=\"563\" height=\"398\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/anarkiviu.files.wordpress.com\/2023\/03\/nuovo-incontro-guasila.pdf\">[PDF]<\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Un pomeriggio ricco di informazioni reciproche, alla presenza di diverse decine di interessati\/e, quello in cui ci si \u00e8 incontrati sabato 25 febbraio a Guasila, presso i locali dello Arkiviu bibrioteka.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">I\/le comp. provenienti dalla realt\u00e0 della occupazione di Bure, in Francia, che da circa 25 anni si oppongono con il presidio permanente al governo francese che ha scelto quel sito per interrarvi il deposito delle scorie nucleari, hanno ricostruito la loro esperienza puntualizzando quei particolari che hanno soddisfatto le domande dei presenti. Dal dibattito sono emerse alcune analogie e differenze di natura sociale e culturale che sottendono le esperienze di Bure e la Sardegna, ove i pi\u00f9 dei presenti si trovano ad operare ed in diversi abbiamo operato nel passato pi\u00f9 o meno recente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Il fatto che in Sardegna, ed in generale nei territori dello Stato italiano non vi siano pi\u00f9 da decenni centrali nucleari per la produzione di energia, non significa affatto che il problema del nucleare non sia sentito e vissuto dalle genti con paura, se non proprio terrore. La reazione delle popolazioni dei molteplici luoghi indicati dalle diverse istituzioni apposite che hanno individuato \u2013 secondo i loro propri criteri \u2013i siti ove sistemare le scorie radioattive italiane delle centrali nucleari dismesse, \u00e8 la prova evidente di quanto siano avversate e temute, tant\u2019\u00e8 che sino ad ora nessun governo ha trovato la soluzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 stato pure evidenziato che all\u2019origine della lotta contro il Poligono Interforze Sperimentale del Salto di Quirra (PISQ), nei primi anni del 2000, vi \u00e8 stata proprio la reazione diffusa delle popolazioni, in particolare a Villaputzu, contro il possibile interramento delle scorie entro i recinti della base militare tra le pi\u00f9 grandi d\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">A vedere le cose da tale prospettiva quindi sussistono di per s\u00e9 motivi che legano strettamente, pur con le debite differenze geoumane e culturali, l\u2019esperienza della lotta di Bure e quella intrapresa in Sardegna per un decennio, con profusione di immense energie quotidiane, e proseguita fino ad oggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Tuttavia nella discussione \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di vedere e valutare da prospettive nuove, globali, come si sono evolute (o involute) le cose negli ultimi anni dato che il medesimo sistema del capitale-Stato sente l\u2019esigenza (e sta di gi\u00e0 operando in tal senso) di perpetuare dominio e profitto a partire esattamente dalle distruzioni che esso stesso produce, senza urtare anzi accomodandola ai propri progetti di sfruttamento le emergenti sensibilit\u00e0 diffuse in merito ad inquinamento, povert\u00e0, esaurimento di alcune risorse e possibilit\u00e0 di sfruttarne altre. E non si tratta soltanto di rimettere in produzione le centrali nucleari dismesse o in via di dismissione (come in Francia, appunto), o di \u201cnucleare di nuova generazione\u201d (non pi\u00f9 fissione ma fusione o altri modi). \u00c8 evidente che se quanti intendiamo contrastare, combattere l\u2019esistente e tentarne la distruzione, se non riuscissimo a valutare il percorso che il sistema imperante sta realizzando, le nostre saranno solamente delle risposte a quanto esso realizza, e non degli attacchi che prevengono le realizzazioni sue. Da tale prospettiva \u00e8 altrettanto evidente la necessit\u00e0 di contatti stabili fra le molteplici realt\u00e0 di movimento e dei movimenti al fine di scambio informazioni, sincronizzazione e sintonizzazioni possibili delle lotte, condivisione dei saperi e delle analisi, tensioni indirizzate a comprendere i vari aspetti dei progetti imperiali e le loro interconnessioni affinch\u00e9 si acquisisca la prontezza, conoscenza e capacit\u00e0 di attaccare e prevenire i relativi interventi. Il \u201cdopo\u201d \u00e8 solo risposta ed in quanto tale sempre pi\u00f9 dispendiosa e quasi sempre inefficace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Valutare pertanto ci\u00f2 che il sistema di dominio sta paventando a livello globale ci \u00e8 utile utile per meglio comprendere la prospettiva che da rivoluzionari e ribelli antiautoritari e anticapitalisti cideve trovare preparati e pronti all\u2019azione fin da oggi, rompendo la settorializzazione delle lotte ed iniziative che portiamo avanti. Ancor pi\u00f9 perch\u00e9 il \u201clocale\u201d mai come oggi \u00e8 esplicitamente funzione, estensione e manifestazione del globale, che perpetua ancor pi\u00f9 i ruoli stabiliti per le diverse aree geoumane del sistema imperialista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Il paradigma che risolve tutti gli aspetti critici del sistema, e che permetter\u00e0 una fase di ampio respiro temporale per il salto definitivo ad un nuovo, controllabile e quindi pi\u00f9 gestibile assetto di dominio, \u00e8 quello \u201cenergetico\u201d. Non solo in termini di produzione di energia (tradizionale e cosiddetta \u201cnuova ed ecologica\u201d), ma unitamente a ci\u00f2 che le \u00e8 strettamente connessa: fonti vecchie e nuove, metalli rari e in via di esaurimento, tecnologia per accumulo e trasporto-distribuzione, connessione tra siti di produzione e consumo e cos\u00ec di seguito. Proprio a gettare uno sguardo a partire dalla Sardegna, dato che questa \u00e8 la realt\u00e0 in cui ci troviamo ad operare e da cui osserviamo il mondo, si palesa il progetto che replica per l\u2019isola ed ogni area marginalizzata del pianeta capitalistizzato la funzione di asservimento definitivo al servizio delle necessit\u00e0 dell\u2019impero capitalistico statale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Estensioni di kmq di pannelli solari; ventolone alte centinaia di metri su ogni cucuzzolo, collina, monticello o monte e centinaia di altre simili sul mare tutt\u2019intorno all\u2019isola, che la recintano a poca distanza da ogni porto, spiaggia o insenatura; molteplici siti di kmq destinati agli accumulatori di energia, cos\u00ec da poterla concentrare, gestire e trasportare al di fuori, in Sicilia o al centro Italia per soddisfare i bisogni di produzione del capitale rinnovato ultratecnologico; a cui si aggiungono le previste navi-cisterne-laboratori di rigassificazione a Cagliari, Oristano e chiss\u00e0 ancora dove, oltre naturalmente la centrale di sbarco e smistamento del gas proveniente dal nord Africa, secondo i recenti accordi governativi, le cui condotte attraverseranno dal Sud al Nord la Sardegna, e da dove, in altra centrale di accumulo e deviazione ripartir\u00e0 per l&#8217;Italia-Europa. Dovessero concretizzarsi anche solamente il 10% di tali interventi la Sardegna sarebbe ridotta a batteria di produzione ed accumulo dell\u2019energia necessaria, unitamente alle centrali nucleari della Francia, ad alimentare il fabbisogno dell\u2019industria di mezza Europa, inclusa quella necessaria al funzionamento delle centrali di controllo-registrazione di ogni impianto relativo alle tecnologie informatiche. E non \u00e8 necessario aggiungere che sarebbe soddisfatto anche per il pi\u00f9 lontano futuro il consumo d\u2019energia necessaria a rendere operative 24 ore al giorno le basi militari nell\u2019isola e altrove.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Altro che interventi di risanamento delle aree inquinate dai poli industriali e minerari pubblici e privati che hanno operato nell&#8217;isola; altro che risanamento e messa in sicurezza del territorio e dei centri abitati grandi e piccini oggetto per secoli degli avvoltoi che hanno distrutto, inquinato, ridotto a merce ogni spazio e popolazione per domarli ai propri scopi di dominio ed estrazione del profitto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Ecco, \u00e8 da una ottica simile a quella appena esposta e riassunta che possiamo e dobbiamo inventarci la maniera di collaborazione con le realt\u00e0 certo geograficamente lontane da noi ma oggetto di attenzioni da parte del potere costituito per imporre i suoi nuovi progetti a livello globale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La necessit\u00e0 di proseguire il dibattito intrapreso a fine febbraio \u00e8 nella ottica stessa delle cose.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><b>Un ulteriore approccio ad esso lo proponiamo sempre nella sede dello Arkiviu bibrioteka, a Guasila, per sabato 1 aprile, a partire dalle ore 16,00.<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato sull&#8217;incontro tenutosi al Arkiviu Bibrioteka T. 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